Batiso - Storia

Colline del prosecco: la storia dell’azienda Batiso

Un piede nel passato e uno nel futuro, il presente del nostro vino.

Il toponimo Valdobbiadene deriva dal termine Duplavilis, citato per la prima volta da San Venanzio Fortunato, quale suo paese natale.

Alla fine del XI secolo l’imperatore Enrico V concesse dei feudi nei territori di Valdobbiadene a nobili guerrieri insediatisi nel Trevigiano. Durante i secoli XII e XIII il territorio fu governato da vari signorotti: i Carraresi, Ezzelino da Romano, i Da Camino e il Comune di Treviso, finché nel 1391 tutta la Marca Trevigiana venne sottomessa alla Serenissima Repubblica di Venezia che assicurò un periodo di relativa pace introducendo le proprie leggi, abolendo i privilegi feudali e dando notevole impulso all’edilizia, all’agricoltura e alle altre attività produttive.

In epoca veneziana in questo territorio vennero costruite a cura dei patrizi veneziani e dei ricchi mercanti della Serenissima splendide ville nelle quali vennero ad abitare o anche solo a villeggiare d’estate nobili e ricche famiglie trevigiane e veneziane che introdussero nuove attività negli opifici legati alla lavorazione del cotone, della lana e, più tardi, della seta.

La presenza della vite risale probabilmente al I secolo a.C. all’epoca della centuriazione romana del territorio cenedese; la coltivazione del vitigno da cui si produce il Prosecco è documentata da almeno trecento anni.

Come affermano gli storici il Prosecco attuale deriva dall’antico Pucinun, vino molto apprezzato dai romani, prodotti nell’area carsico-triestina. Probabilmente nel corso del ‘700 quel vitigno, catalogato col nome di Glera, fu portato nelle colline di Conegliano e Valdobbiadene dove trovò un habitat ideale, producendo un vino ancora migliore di quella della terra d’origine. Nel corso del tempo il nuovo vitigno ebbe vasta espansione, tanto da relegare ai margini produttivi i precedenti vitigni: Verdiso, Perera, Bianchetta, Boschera, ecc.

Dalla metà del secolo scorso, grazie a importanti investimenti tecnici e culturali, agli studi condotti dai docenti della Scuola Enologica e dai tecnici dell’Istituto Sperimentale per la vitivinicoltura di Conegliano, il Prosecco è diventato un vino bianco di grande prestigio, richiesto ormai in ogni parte del mondo.

Valdobbiadene si fregia da diversi anni ormai del titolo di Città del Vino ed è sede della Mostra Nazionale degli Spumanti, ora Forum Spumanti d’Italia.

Il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene è un vino DOCG, certificazione in vigore dal 01 aprile 2010, prodotto solo nella Marca Trevigiana e in particolare nella fascia collinare compresa tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene.

Il vino Prosecco si produce in tre tipologie principali: tranquillo, frizzante e spumante.

Il metodo di spumantizzazione più usato è lo Charmat (Metodo Martinotti) da cui si ottengono le versioni Brut, Extra Dry e Dry in base alla concentrazione di zucchero residuo dopo la fermentazione.